{"id":63,"date":"2013-12-04T14:17:31","date_gmt":"2013-12-04T14:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/farinomani.it\/wordpress\/?page_id=63"},"modified":"2015-10-03T17:29:48","modified_gmt":"2015-10-03T17:29:48","slug":"caratteristiche-della-pasta-madre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/farinomani.it\/wordpress\/la-pasta-madre\/caratteristiche-della-pasta-madre\/","title":{"rendered":"Caratteristiche della pasta madre"},"content":{"rendered":"<p><strong>LA PASTA MADRE<\/strong><\/p>\n<p>Esistono diversi nomi per indicare la cosiddetta <strong>pasta madre<\/strong>: lievito naturale, lievito acido, lievito madre, pasta acida, pasta madre, pasta crescente.<\/p>\n<p>Si tratta semplicemente e meravigliosamente di <strong>un impasto di farina e acqua, reso acido<\/strong> da un insieme di microorganismi (lieviti e batteri), che producono la fermentazione (ovvero la lievitazione) dell&#8217;impasto.<br \/>\nLa lievitazione quindi, che semplicemente conosciamo come il processo di &#8220;rigonfiamento&#8221; della pasta, \u00e8 in realt\u00e0 un processo pi\u00f9 complesso di fermentazione, simile a quella che avviene ad esempio nella produzione del vino, della birra, dell&#8217;aceto, ecc.<\/p>\n<p><strong>I principali &#8220;attori&#8221; di questo processo sono i lattobacilli e i saccaromiceti.<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 importante conoscere questi &#8220;attori&#8221;?<br \/>\nPerch\u00e9 sapere come agiscono ci aiuter\u00e0 nel comprendere meglio la lievitazione, a guidarla e gestirla in maniera consapevole; oltretutto la loro conoscenza ci far\u00e0 scoprire un mondo di benefici che essi possono apportare alla nostra salute.<\/p>\n<p>Vi chiedo quindi uno sforzo di con cencentrazione&#8230;non ve ne pentirete \ud83d\ude42<\/p>\n<p>Partiamo da tre\u00a0&#8220;operai&#8221; che agiscono &#8220;pre-digerendo&#8221; a nostro favore carboidrati, proteine e grassi complessi, rendendo di fatto un impasto realmente facilmente digeribile!<\/p>\n<p>Le\u00a0<strong>Amilasi<\/strong>\u00a0sono\u00a0enzimi in grado di\u00a0&#8220;<strong>smontare<\/strong>&#8221; gli <strong>zuccheri complessi contenuti nella farina, come gli amidi<\/strong>, <strong>in zuccheri pi\u00f9 semplici come il glucosio<\/strong>.<\/p>\n<p>Le\u00a0<strong>Proteasi<\/strong>\u00a0sono\u00a0enzimi in grado di\u00a0&#8220;<strong>smontare<\/strong>&#8221; le\u00a0proteine<strong>\u00a0complesse contenuti nella farina, come il glutine<\/strong>,\u00a0<strong>in amminoacidi\u00a0(&#8220;mattoncini&#8221; pi\u00f9 semplici che costituiscono le proteine)<\/strong>.<\/p>\n<p>La\u00a0Lipasi\u00a0\u00e8\u00a0un enzima in grado di\u00a0&#8220;<strong>smontare<\/strong>&#8221; i grassi<strong>\u00a0complessi contenuti nella farina<\/strong>,\u00a0<strong>in glicerolo\u00a0e acidi grassi semplici<\/strong>.<\/p>\n<p>Veniamo quindi a due altri importanti primi attori: i batteri della famiglia dei Lattobacilli e i lieviti di fama universale chiamati Saccaromiceti.<\/p>\n<p>I <strong>Lattobacilli<\/strong> (Lacobacillus \u00e8 il nome scientifico) sono un genere di batteri; ne esistono almeno 60 specie.<br \/>\nA loro volta fanno parte di un gruppo ancora pi\u00f9 vaso ovvero del gruppo di batteri lattici, cos\u00ec chiamati in quanto la maggior parte di essi converte il lattosio e altri zuccheri in acido lattico, mediante la fermentazione cosiddetta, appunto, lattica.<br \/>\nRiassumento, i lattobacilli, all&#8217;interno della pasta madre, producono la fermentazione del lattosio e altri zuccheri della farina arricchita di acqua, <strong>producendo acido lattico, altre sostanze, e anidride carbonica<\/strong> (biossido di carbonio).<br \/>\nGli acidi prodotti sostanzialmente &#8220;inacidiscono&#8221; la pasta, mentre l&#8217;anidride carbonica \u00e8 responsabile del rigonfiamento del pane.<\/p>\n<p>Veniamo ora ai <strong>Saccaromiceti<\/strong> (Saccharomyces cerevisiae \u00e8 il nome scientifico).<br \/>\nSi tratta di un lievito, ovvero di un organismo appartenente al regno dei funghi.<br \/>\n\u00c8 forse il lievito pi\u00f9 importante nell&#8217;alimentazione umana, appunto per la panificazione, nonch\u00e9, come accennavo prima, per la produzione di birra e vino.<br \/>\nSostanzialmente si cibano di glucosio (prodotto dall&#8217;amilasi)\u00a0e tra i prodotti del loro metabolismo troviamo l&#8217;anidride carbonica e l&#8217;etanolo, mediante la fermentazione cosiddetta, appunto, alcolica.<br \/>\nDall&#8217;alocl si produce quindi la fermentazione acetico con la produzione appunto di acido acetico.<br \/>\nRiassumento, i saccaromiceti, all&#8217;interno della pasta madre, producono la fermentazione degli zuccheri della farina arricchita di acqua, <strong>producendo anidride carbonica ed etanolo<\/strong> (ovvero un alcol) <strong>e quindi acido acetico<\/strong> (ottimo conservante).<\/p>\n<p><strong> L&#8217;anidride carbonica\u00a0\u00e8 ulteriormente responsabile del rigonfiamento del&#8217;impasto<\/strong>.<\/p>\n<p>Questi due gruppi di attori <strong>agiscono a temperature diverse<\/strong>.<br \/>\nI\u00a0Saccaromiceti proliferano intorno ad una temperatura di 23-24\u00b0 (sempre pi\u00f9 efficacemente fin verso i 30\u00b0C e resistono fino a 40\u00b0C).<br \/>\nI lattobacilli possono &#8220;lavorare&#8221; a pi\u00f9 basse temperature.<br \/>\nLa lievitazione\u00a0dell&#8217;impasto potr\u00e0 avvenire in una prima fase a bassa temperatura (ad esempio in frigorifero intorno ai 4\u00b0C), persino per 24-48 ore e oltre, per ottenere la cosiddetta &#8220;maturazione&#8221; della pasta ad opera degli enzimi.<\/p>\n<p>Successivamente, riportando la pasta a temperatura ambiente fino ai 24\u00b0 si potr\u00e0 favorire l&#8217;azione dei Saccaromiceti e quindi la cosiddetta fermentazione e lievitazione definitiva.<\/p>\n<p>Da queste informazioni che potranno forse sembrarvi complesse, possiamo rispondere ad una bella domanda: perch\u00e9 usare la pasta madre invece del lievito di birra (altrimenti noto come lievito compresso)?<br \/>\nPartiamo dagli aspetti negativi della lievitazione naturale\u2026ovvero solo uno: a differenza dell&#8217;uso di lievito di birra, la lievitazione acida \u00e8 molto pi\u00f9 lenta e richiede una lavorazione pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<p><strong>I benefici<\/strong>\u00a0evidenti nell&#8217;utilizzo della pasta madre come lievito sono i seguenti.<\/p>\n<p><strong>Benefici in conservabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #414141;\">L&#8217;acidit\u00e0 del lievito madre inibisce la proliferazione di muffe e la contaminazione di batteri nocivi che non resistono in ambiente acido.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #414141;\">L\u2019azione enzimatica (pullulanasi) rallenta la riaggregazione degli amidi (raffermamento).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #414141;\">La produzione di esapolisaccaridi (destrano, levano ecc.) da parte di alcuni batteri lattici, che rendono il lievitato pi\u00f9 stabile nel tempo.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Benefici nutrizionali<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p style=\"color: #414141;\">La\u00a0<strong>proteolisi<\/strong> (parola ostica che indica la scomposizione delle proteine pi\u00f9 complesse in pi\u00f9 semplici aminoacidi) operata dai batteri lattici comporta una maggiore digeribilit\u00e0 delle proteine stesse, come in una sorta di predigestione.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p style=\"color: #414141;\">Gli <strong>aminoacidi,<\/strong> prodotti dalla proteolisi di cui sopra, sono molti di pi\u00f9 rispetto alla lievitazione con lievito di birra.<\/p>\n<\/li>\n<li><strong>L&#8217;inesistenza<\/strong> del <strong>lievito<\/strong> di <strong>birra<\/strong> e quindi della sua &#8220;indigeribilit\u00e0&#8221;.<\/li>\n<li>\n<p style=\"color: #414141;\">La <strong>riduzione<\/strong> dell&#8217;apporto\u00a0<strong>glicemico<\/strong>.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p style=\"color: #414141;\">La <strong>scomposizione dei fitati<\/strong>, sostanze antinutrienti contenute principalmente negli strati esterni del chicco di grano.<\/p>\n<\/li>\n<li>I\u00a0<strong>fermenti<\/strong> della pasta acida <strong>ostacolano lo sviluppo dei microrganismi e di funghi patogeni<\/strong> (fra questi la Candida albicans connessa a forme tumorali), evitando al contempo le mutazioni batteriche endogene, riducendo le infiammazioni intestinali e la normalizzazione del pH digestivo, parallelamente alla produzione di immunoglobuline e al conseguente aumento delle difese immunitarie.<\/li>\n<li><strong>Altri effettivi positivi<\/strong>: la presenza dei lattobacilli contribuisce a ridurre allergie, diarree; aiuta a regolare la pressione sanguigna e a ridurre il colesterolo; stimola la produzione di enzimi e vitamine B, la sintesi di oligoelementi e la maggiore disponibilit\u00e0 di sali minerali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"color: #414141;\"><strong>Benefici\u00a0organolettici<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Avremo un\u00a0<strong>aroma<\/strong>, un\u00a0<strong>sapore<\/strong>\u00a0molto pi\u00f9 intensi, a causa della ricchezza di microorganismi presenti e della presenza di acidi (lattico e acetico), anche se\u00a0a volte\u00a0pu\u00f2\u00a0conferire una nota\u00a0leggermente acida che non sempre \u00e8 gradita.<\/li>\n<li>La <strong>colorazione della crosta<\/strong> sar\u00e0 pi\u00f9 scura (gli aminoacidi di cui sopra reagiscono con gli zuccheri nella cosiddetta reazione di Maillard durante la cottura).<\/li>\n<li>Maggiore presenza dei <strong>minerali<\/strong>, sempre derivati dall&#8217;azione dei batteri;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quindi, per il lievito di birra, nessuna speranza di competizione\u2026figuriamoci per i lieviti sintetici!<\/p>\n<p>Ora alcuni <strong>chiarimenti sul rigonfiamento del pane<\/strong> (ovvero quello che comunemente viene identificato come &#8220;lievitazione&#8221; (ma abbiamo visto come tale identificazione sia riduttiva).<\/p>\n<p>Abbiamo visto come Saccaromiceti e batteri lattici si cibano degli zuccheri contenuti nell\u2019amido delle farine e producono quindi gas (soprattutto anidride carbonica).<br \/>\nIl gas preme verso l&#8217;esterno rigonfiando il pane perch\u00e9 la loro fuoriuscita \u00e8 contrastata dalla struttura elastica del pasta, attraverso un altro attore fondamentale: il glutine.<\/p>\n<p>Il <strong>glutine<\/strong> non \u00e8 che una proteina, che si origina in presenza di acqua dall&#8217;unione di due ulteriori tipi di proteine: la gliadina e la glutenina.<br \/>\nQuesti due elementi sono presenti principalmente nei chicchi dei cereali quali frumento, farro, segale, kamut e orzo.<\/p>\n<p>Il glutine si forma quindi dall&#8217;unione di questi due elementi durante l&#8217;impastamento, e i singoli &#8220;mattoncini&#8221; del glutine si uniscono a formare una maglia stretta in grado di dare alla pasta elasticit\u00e0 ed intrappolare il gas.<\/p>\n<p>Durante la cottura il gas si scalda accentuando la pressione, aumentando la dimensione degli alveoli del pane stesso.<\/p>\n<p>La ricchezza di queste due sostanze rende quindi la farina migliore per la sua capacit\u00e0 di produrre una pasta elastica e resistente.<\/p>\n<p>L&#8217;apporto in salute della lievitazione naturale meriterebbe altri approfondimenti, ma accenno solo ad un aspetto spesso trascurato da chi predilige pani di piccole dimensioni.<br \/>\nLa dimensione e quindi il <strong>peso del pane<\/strong> dovrebbero essere generosi. Nel cuore della\u00a0forma (che alcuni chiamino pulcino), fermo restando un giusto tempo di cottura e una corretta temperatura del forno, rimane vitale una quantit\u00e0 di microrganismi che possono continuare a moltiplicarsi dopo la cottura.<br \/>\nIl pane a lievitazione naturale quindi non solo dura a lungo, ma nei giorni successivi alla cottura si arricchisce di elementi salutari e anche organoletticamente.<\/p>\n<p style=\"color: #414141;\"><strong>Maggiore o minore idratazione del lievito madre<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #414141;\">Aumentare o diminuire l&#8217;acqua utilizzata nel lievito madre potr\u00e0 far ottenere\u00a0infinite variazioni tra due tipologie di lievito madre &#8220;convenzionali&#8221;: <\/span><strong style=\"color: #414141;\">lievito<\/strong><span style=\"color: #414141;\"> tendenzialmente <\/span><strong><span style=\"color: #414141;\">solido (circa 40-50% di\u00a0idratazione\u00a0<\/span><\/strong> <strong style=\"color: #414141;\">e lievito liquido (circa 100% e oltre di idratazione).<\/strong><\/p>\n<p>I batteri e lieviti che ci interessano proliferano maggiormente in presenza di ossigeno (comportamento\u00a0aerobico) e in assenza o scarsit\u00e0 di ossigeno cambiano comportamento (comportamento anaerobio) ovvero si riproducono meno velocemente e iniziano a nutrirsi esponenzialmente, producendo la fermentazione.<\/p>\n<p>In una pasta madre solida avremo per unit\u00e0 di materia\u00a0meno batteri ma un inizio pi\u00f9 ravvicinato della fermentazione.<\/p>\n<p>Una pasta madre\u00a0liquida tender\u00e0 invece ad avere\u00a0una quantit\u00e0\u00a0maggiore di microorganismi (poich\u00e9 contiene pi\u00f9 ossigeno in partenza) e quando inizier\u00e0 la fermentazione (pi\u00f9 tardi rispetto al lievito solido) avr\u00e0 pi\u00f9 batteri all&#8217;opera.<\/p>\n<p>Si utilizzer\u00e0 quindi meno pasta madre\u00a0liquida rispetto a quella solida per stessa quantit\u00e0 di farina.<\/p>\n<p style=\"color: #414141;\">Per quelli\u00a0\u00a0che pensano che una pasta madre liquida \u00e8 pi\u00f9 acida di una solida, la risposta \u00e8: no o comunque non \u00e8 cos\u00ec decisamente pi\u00f9 acida.<\/p>\n<p style=\"color: #414141;\">In una pasta madre\u00a0pi\u00f9 idratata il numero di batteri aumenta s\u00ec pi\u00f9 velocemente, ma la\u00a0maggior diluizione delle sostanze nutritive rallenta il loro nutrimento, ovvero la fermentazione e di seguito\u00a0l\u2019acidificazione.<\/p>\n<p><span style=\"color: #414141;\">Semmai la differenza tra i 2 tipi di diluizione della pasta madre\u00a0influisce\u00a0sul rapporto fra i due acidi predominanti: acido\u00a0acetico e acido lattico, poich\u00e9 i batteri che producono l&#8217;uno e l&#8217;altro (saccaromiceti e lattobacilli) si avvantaggiano in misura diversa dell&#8217;idratazione e della presenza di ossigeno.<\/span><\/p>\n<p style=\"color: #414141;\">Nel lievito solido\u00a0si ha maggiore presenza di acido acetico con un rapporto tradizionalmente\u00a0tra i due che dovrebbe essere di 1\u00a0a\u00a03 (acido acetico contro\u00a0acido lattico). In lieviti\u00a0meno densi\u00a0si produce pi\u00f9\u00a0acido lattico.<\/p>\n<p style=\"color: #414141;\">In Italia c&#8217;\u00e8 un utilizzo prevalente del lievito solido per tradizione, quindi con una pi\u00f9 intensa sperimentazione e documentazione, ma in definitiva non esiste un lievito migliore dell\u2019altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vediamo ora finalmente <a title=\"Preparazione della pasta madre\" href=\"http:\/\/farinomani.it\/wordpress\/la-pasta-madre\/preparazione-della-pasta-madre\/\">come ottenere la nostra pasta madre<\/a>!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA PASTA MADRE Esistono diversi nomi per indicare la cosiddetta pasta madre: lievito naturale, lievito acido, lievito madre, pasta acida, pasta madre, pasta crescente. 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