{"id":217,"date":"2014-01-06T10:29:26","date_gmt":"2014-01-06T10:29:26","guid":{"rendered":"http:\/\/farinomani.it\/wordpress\/?page_id=217"},"modified":"2015-10-09T08:10:28","modified_gmt":"2015-10-09T08:10:28","slug":"farina","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/farinomani.it\/wordpress\/ingredienti\/farina\/","title":{"rendered":"Farina"},"content":{"rendered":"<p>La farina \u00e8 il principale attore nei lieviti.<br \/>\nFacciamo un po&#8217; di chiarezza sui termini e i nomi coinvolti.<\/p>\n<p>Con il termine &#8220;farina&#8221; si intende \u00a0<strong>generalmente il frutto della macinazione \u00a0di molti\u00a0prodotti<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel<strong>\u00a0senso comune \u00a0&#8220;farina&#8221;<\/strong>\u00a0\u00e8 il prodotto ottenuto dalla\u00a0macinazione\u00a0dei\u00a0cereali\u00a0e in particolare modo del\u00a0grano (frumento)\u00a0e ancor pi\u00f9<strong> in particolar modo del\u00a0<strong>grano tenero<\/strong><\/strong>.<\/p>\n<p>Esistono quindi\u00a0<strong>farine da cereali in senso stretto<\/strong>, ovvero da\u00a0piante &#8220;monocotiledoni&#8221; della famiglia delle &#8220;Graminacee o Poacee&#8221;:<\/p>\n<ul>\n<li>farina di grano tenero<\/li>\n<li>farina di\u00a0grano duro<\/li>\n<li>farina di grano del Faraone (Kamut \u00e8 un nome commerciale protetto)<\/li>\n<li>farina di\u00a0farro<\/li>\n<li>farina di\u00a0mais<\/li>\n<li>farina di\u00a0segale<\/li>\n<li>farina di\u00a0miglio<\/li>\n<li>ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Esistono poi\u00a0<strong>farine da cereali in senso lato<\/strong>, ovvero anche da\u00a0piante dicotiledoni (non Graminacee e dette quindi pseudo-cereali):<\/p>\n<ul>\n<li>farina di\u00a0amaranto<\/li>\n<li>farina di\u00a0grano saraceno<\/li>\n<li>farina di\u00a0quinoa<\/li>\n<li>farina di\u00a0riso<\/li>\n<li>ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Esistono quindi\u00a0<strong>farine da leguminose<\/strong>, da conoscere in quanto alcune addizionabili in certe lavorazioni:<\/p>\n<ul>\n<li>farina di\u00a0ceci<\/li>\n<li>farina di fagioli<\/li>\n<li>farina di\u00a0fave<\/li>\n<li>farina di piselli<\/li>\n<li>farina di soia<\/li>\n<\/ul>\n<p>Esistono quindi\u00a0farine da altri frutti della terra, meglio dette<strong>\u00a0fecole<\/strong>, da conoscere in quanto altrettando addizionabili in certe lavorazioni:<\/p>\n<ul>\n<li>farina di\u00a0castagne<\/li>\n<li>farina di patate<\/li>\n<li>farina di manioca<\/li>\n<li>farina di tuberi vari<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>La granulometria della farina<\/strong><\/p>\n<p>Soprattutto per le farine di cereali ha molta importanza la grana ottenuta dopo la macinazione.<\/p>\n<p>Nel caso del grano tenero avremo una grana molto fine e sottile.<\/p>\n<p>Per il\u00a0<strong>grano duro<\/strong>, distinguendosi per la sua grana maggiore una volta macinato,\u00a0si usa il termine &#8220;<strong>semola<\/strong>&#8221; e non farina.\u00a0La semola si distingue visivamente dalla farina di grano tenero sia per la granulometria maggiore che per il suo caratteristico colore giallo ambrato.<br \/>\nPer ottenere una granulometria minore (anche se comunque maggiore del grano tenero), la semola viene ulteriormente macinata, dando origine alla cosiddetta &#8220;<strong>semola rimacinata<\/strong>&#8221; particolarmente adatta al pane.<br \/>\nNel caso di grano duro macinato particolarmente fine, alcuni usano impropriamente il termine di &#8220;<strong>farina di grano duro<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La forza della farina<\/strong><\/p>\n<p>La propriet\u00e0 pi\u00f9 importante della farina \u00e8 la sua forza, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di resistere nell&#8217;arco del tempo alla lavorazione.<br \/>\nDi &#8220;forza&#8221; della farina si parla soprattutto nel caso della farina di grano tenero.<br \/>\nSostanzialmente solo nel \u00a0grano esistono due proteine: gliadina e glutenina; a contatto con l&#8217;acqua formano un complesso proteico detto glutine che costituisce la struttura portante dell&#8217;impasto.<br \/>\nSi tratta di una specie di reticolo che rende l&#8217;impasto compatto, elastico e capace di trattenere l&#8217;acqua e i gas della lievitazione, formando \u00a0le bolle \u00a0della struttura alveolata di pane ed altri prodotti lievitati.<br \/>\nIn base alla quantit\u00e0, ma anche alla qualit\u00e0, del glutine l&#8217;impasto avr\u00e0 pi\u00f9 o meno resistenza (P) ed elasticit\u00e0 (L) e consentir\u00e0 quindi anche di allungare i tempi di lievitazine. La lettera\u00a0W indicata sulle confezioni delle farine professionali indica proprio questa caratteristica.<\/p>\n<p>Per essere pratici ecco una possibile scala di valori con la relazione alla capacit\u00e0 delle farine di assorbire acqua:<\/p>\n<ul>\n<li>valore fino a 170W per farine &#8220;deboli&#8221; che assorbono acqua non pi\u00f9 del 50%; per esempio su 1 kg. di farina potremo utilizzare massimo 500 gr. di acqua circa; tali farine si possono ad esempio utilizzare per biscotti e paste frolli;<\/li>\n<li>valore oltre 170W e fino a 260W per farine &#8220;medie&#8221; che assorbono acqua per circa il 60%; per esempio su 1 kg. di farina potremo utilizzare massimo 550-650 gr. di acqua circa;\u00a0tali farine si possono ad esempio utilizzare per panini bianchi e pizza;<\/li>\n<li>valore oltre 250W e fino a 350W per farine &#8220;forti&#8221; che assorbono acqua per circa il 70%; per esempio su 1 kg. di farina potremo utilizzare massimo 650-750 gr. di acqua circa;\u00a0tali farine si possono ad esempio utilizzare per prodotti ad elevata lievitazione come brioche, panettone, ecc.;<\/li>\n<li>valore oltre 450W per farine &#8220;speciali&#8221; ad alto contenuto proteico, come la farina Manitoba (che prende il sujo nome dalla regione canadese dove tqale tipo di frumento viene coltivato); \u00a0assorbono acqua per oltre il 75%; tale farina viene utilizzata spesso per &#8220;tagliare&#8221; ovvero integrare farine pi\u00f9 deboli.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La raffinazione della farina di grano tenero<\/strong><\/p>\n<p>Nel caso della farina di grano tenero, a secondo dell&#8217;utilizzo di un setacciamento pi\u00f9 o meno fine (il termine tecnico \u00e8 <strong>abburattamento<\/strong>), e quindi della presenza in minore o maggiore quantit\u00e0 delle parti pi\u00f9 esterne del chicco di grano, si ha un&#8217;ulteriore classificazione che vi sar\u00e0 molto familiare, stabilita nel nostro Paese per legge:<\/p>\n<ul>\n<li>farina tipo &#8220;00&#8221;: grado di abburattamento del 50%;<\/li>\n<li>farina tipo &#8220;0&#8221;: grado di abburattamento del 72%;<\/li>\n<li>farina tipo &#8220;1&#8221;: grado di abburattamento del 80%;<\/li>\n<li>farina tipo &#8220;2&#8221;: grado di abburattamento del 85%;<\/li>\n<li>farina tipo &#8220;integrale&#8221;: grado di abburattamento del 100%, ovvero con l&#8217;intero contenuto del chicco macinato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In sostanza la farina 00 contiene solo la parte del chicco di grano pi\u00f9 ricca di amidi (zuccheri che favoriscono il nutrimento di lattobacilli e lieviti) e di proteine per la formazione del glutine; vedete la <a title=\"La pasta madre\" href=\"http:\/\/farinomani.it\/wordpress\/la-pasta-madre\/\">sezione relativa alla pasta madre<\/a> per meglio comprendere come Lattobacilli e Saccaromiceti concorrano alla lievitazione.<br \/>\nD&#8217;altro canto la farina 00 \u00e8 povera di vitamine, altre proteine, fibre; questi elementi invece aumentano nelle farine 0-1-2 e al massimo grado nell&#8217;integrale.\u00a0Man mano che diminuisce la raffinazione, quindi, la maggiore quantit\u00e0 di questi elementi prende il posto di amidi e proteine glutiniche, arricchendo quindi le preparazioni dal punto di vista nutrizionale rendendole pi\u00f9 difficoltose (al massimo grado nell&#8217;integrale) nella lievitazione.<\/p>\n<p>Ecco dunque che l&#8217;integrazione di farine raffinate e integrali nello stesso impasto ha la funzione (con tutte le possibili combinazioni di tipo di farine e quantit\u00e0 per ciascuna) di garantire una buona lievitazione e al tempo stesso la qualit\u00e0 nutrizionale e organolettica delle preparazioni.<\/p>\n<p>Considerando quanto detto a proposito delle farine pi\u00f9 raffinate (00 o 0) relativamente al loro alto apporto di amidi e glutine, possiamo considerare la relazione con la loro &#8220;forza&#8221; (il valore di W) che sar\u00e0 certamente maggiore, ad esempio,\u00a0della farina\u00a0integrale. Esiste quindi una relazione tra raffinazione e &#8220;forza&#8221; del grano tenero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Utilizzo di altre farine oltre quella di grano tenero<\/strong><\/p>\n<p>Le farine di grano duro, farro, segale, ecc. a differenza di quella di grano tenero hanno uno scarso contenuto di glutine e amidi. In tal modo avremo difficolt\u00e0 ad avere nutrienti per batteri e lieviti e ancora glutine per sostenere la lievitazione.<\/p>\n<p>Nel caso di farina di farro, ad esempio, se realizzassimo un impasto con il solo uso di questa farina, avremmo impasti poco lievitati, molto compatti e pesanti.<br \/>\nEcco che l&#8217;unione con farine di grano tenero come la 0 o ancor pi\u00f9 la 0 Manitoba pu\u00f2 garantire una maggiore capacit\u00e0 di lievitazione. Ad esempio potremmo considerare un impasto con il 50% di farina 0, 20% 0 Manitoba e 30% farro.<br \/>\nIdem con altre farine come quella di segale.<\/p>\n<p>Nel caso del grano duro il contenuto di amidi e glutine sar\u00e0 maggiore del farro e quindi l&#8217;esigenza di integrazione con il grano tenero sar\u00e0 minore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Altri aspetti nella valutazione della qualit\u00e0 delle farine<\/strong><\/p>\n<p>Esistono altri aspetti tecnici nella valutazione di una farina, come umidit\u00e0, ceneri, ecc.<\/p>\n<p>Un cenno per\u00f2 \u00e8 d&#8217;obbligo sulla qualit\u00e0 di una farina al di l\u00e0 dei valori tecnici.<\/p>\n<p>La preferenza va a quei prodotti biologici garantiti che offrono certamente un plus a discapito del prezzo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec anche la macinatura a pietra, la qualit\u00e0 del grano all&#8217;origine, la capacit\u00e0 tecnica del molino sono tutti elementi che fanno l&#8217;enorme differenza tra una farina mediocre e una ottima, con ripercussioni macroscopiche sui nostri impasti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La farina \u00e8 il principale attore nei lieviti. 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